Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player.

Homepage archivio Storia Storia2 San.Martino Il giornale Diario Documenti1 Novità Roma  DonPietroVIII Aida Natale 2011 Franco DeMasi Famiglia Romeo San Giovanni Bosco Natale 2013 bambini 

Franco DeMasi

E sotto l'albero i nostri regali. Tante fiabe e il libro "Cuore"

Il nostro amico Franco De Masi di ritorno dal pelligrinaggio a "Medjugorje" organizzato dal nostro gruppo di preghiera "Sacro Cuore" ha inviato al nostro sito web il suo diario. Con grande gioia lo pubblichiamo perchè Maria madre di Gesù possa entrare nei cuori di chi legge, anche attraverso la descrizione dei Suoi misteri.

Sapevo che stavolta sarebbe stata dura, quasi un giorno in pullman per arrivare in Bosnia Erzegovina, dopo aver attraversato la parte meridionale dell’Italia traghettare un po’,(9 ore) e quasi tutta la Croazia. E’ la prima volta che faccio questo pellegrinaggio. Il viaggio è lungo, fatto di viste di paesaggi rocciosi e zone semi-desertiche, pochi paesi e pochissime grandi città; in effetti, guardando fuori dal finestrino del pullman, mi accorgo che l’entroterra della Croazia somiglia ai panorami del Nevada e del Colorado visti nei film e nei documentari… L’aridità del territorio richiama alla mente il vuoto spirituale che devasta il mondo, lo attraversiamo con non poche difficoltà (strade semi-interrotte per lavori in corso, attese lunghe alle dogane a causa degli addetti superfiscali…) ma il desiderio di rispondere all’invito della Madonna - che ci chiama a raggiungerla nel paese in cui scende ogni giorno dal cielo da 31 anni - è più forte di tutte le avversità, ci consola e ci rende pazienti. Medjugorje è un’oasi in un deserto. Il deserto è questo mondo che, in gran parte, si è allontanato dalla fonte della vita, Dio. La Madonna c’è lo ricorda più volte nei suoi messaggi: "Cari figli, sapete che vi ho promesso un'oasi di pace, ma sapete che accanto all'oasi esiste il deserto, dove satana sta in agguato e cerca di tentare ciascuno di voi…” (messaggio del 7 agosto 1986); "Cari figli, Dio mi permette di realizzare con Lui questa oasi di pace. Desidero invitarvi a conservarla in modo che sia sempre pura…” (messaggio del 26 giugno 1986). Arriviamo alle 10,15 del 29 luglio. All’hotel Martin, la pensione familiare da noi prenotata, è vicina alla chiesa di San Giacomo, così, dopo aver preso le camere e portato i bagagli nelle stanze, facciamo la prima passeggiata per il paese… La prima visita è alla statua della Madonna che si trova di fronte alla chiesa e al Gesù Risorto che, come già sapevo da internet, adesso versa “lacrime” anche dalla gamba sinistra !!! Per cui adesso c’è una doppia fila di pellegrini in attesa di ungere i fazzoletti. Noto poi che sono in costruzione nuovi confessionali per rispondere all’esigenza di tantissimi pellegrini che arrivati qui sentono l’impellente esigenza di riconciliarsi con Dio. Lo sviluppo urbanistico è sempre più caotico, pur nelle ridotte dimensioni della cittadina: sono sorte nuove case e palazzine, ci sono nuovi alberghi e pensioni, nuovi negozi di souvenir, tutto per accogliere il flusso di pellegrini che è in costante aumento. Le giornate sono bellissime. Un sole estivo è testimone della nostra salita sul Pobdrdo e della Via Crucis sul Krizevac; su quelle rocce ispide che compongono le alture, i pellegrini salgono con bastoni nelle mani e scarpe da trekking ai piedi per aiutarsi nella scalata, ma vedo anche molti salire a piedi nudi: chi per offrire un voto alla Madonna chi, forse, solo per sfidare la propria capacità di resistenza fisica… Incrocio il cammino di tanti uomini e donne di diverse nazionalità ed età, anche se c’è una netta predominanza d’Italiani. Ognuno di loro è un “chiamato”dalla Madonna e porta la propria storia qui. Sulla cima del Pobdrdo, i pellegrini si inginocchiano davanti alla statua della Madonna e a quella del Gesù crocifisso. E’ questo il luogo dove sono iniziate le apparizioni e dove la Madonna ha promesso che lascerà un segno (evento del terzo segreto?) “indistruttibile e bellissimo”. Qui le preghiere sono silenziose, gli sguardi dei pellegrini si fanno più seri, profondi, contemplativi, commossi…Passeggiando per il viale antistante la chiesa d’incanto la stanchezza del viaggio svanisce. Mi emoziono vedendo all’orizzonte le luci che illuminano la collinetta delle apparizioni, poi guardo il cielo stellato e penso tra me: sono a casa. Un anno a vivere con la mente e con il cuore in questo luogo e finalmente ci sono con tutto il corpo e con tutti i sensi. Difficile descrivere le mille sensazioni che si provano in questo posto: la pace, lo stupore, la tensione mistica, il calore della gente intorno a te. Intorno alle 18 e 30 gli occhi di molti sono puntati verso il cielo: come tutte le sere il sole comincia a trasformarsi e a girare su se stesso, molti siamo qui per la prima volta e rimaniamo sbalorditi di fronte a questo fenomeno, mentre sullo sfondo si sentono le litanie lauretane cantate in Croato. I miracoli sono numerosi in questo posto. Ma più che i fenomeni celesti e le guarigioni fisiche sono le conversioni del cuore, cioè il concreto cambiamento di vita che tanti hanno incominciato dopo aver respirato l’aria di questo luogo, i segni più eclatanti di Medjugorje. Qui si sente forte la necessità di approfondire il nostro rapporto con Dio, e la Madonna dice che è la preghiera il viatico del cambiamento per noi stessi e per gli altri. Nelle mie preghiere mi ricordo delle intenzioni di tutti quelli che si sono affidati a me, delle persone bisognose, dei sofferenti nel corpo e nello spirito, delle anime del purgatorio, di tutti i miei parenti, amici e conoscenti, credenti e lontani dalla fede. La Madre di Gesù vede le cose che passano nelle nostre menti, le gioie e i dolori che sono nei nostri cuori, vede le nostre imperfezioni, i nostri peccati che ci vengono rimessi, dopo lunghe code, dal Sacerdote confessore nel confessionale a cielo aperto sul fianco della chiesa… “Cari figli, con amore materno io vi prego: datemi le vostre mani, permettete che io vi guidi...”(messaggio del 2 maggio 2012), dice la Gospa (in Croato significa la Madonna) nel messaggio. Si Madre, abbiamo bisogno della Tua guida. Non possiamo vivere senza di Te e senza Tuo Figlio. La Madonna ci ricorda il triste destino che attende chi rifiuta Dio:“Io, come Madre, desidero salvarvi dall’inquietudine, dalla disperazione e dall’esilio eterno. Mio Figlio, con la sua morte in croce, ha mostrato quanto vi ama, ha sacrificato se stesso per voi e per i vostri peccati…” Il messaggio continua con una serie d’imperativi: “Non rifiutate il suo sacrificio e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati... Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso… . Figli miei, non perdete tempo… Niente è più importante dell’unità in mio Figlio… Non siate duri di cuore…” La Madonna chiede il nostro aiuto: “Io vi aiuterò, perché il Padre Celeste mi manda affinché insieme possiamo mostrare la via della grazia e della salvezza a tutti coloro che non Lo conoscono…” E’ questa la nuova evangelizzazione. La Madonna scende dal cielo per ricordarci ciò che un enorme numero di persone ha dimenticato: non c’è salvezza senza Cristo. Il Signore attende la nostra risposta. Nel mondo regna l’ateismo, il materialismo, l’egoismo, la cattiveria… Quanti vivono nella cecità dell’errore ! Quanti rifiutano i segni che Dio ci manda in questi tempi ! Durante la nostra permanenza siamo testimoni di un particolare fenomeno: nello spazio aereo “occupato” dalla Madonna, vediamo degli uccellini che girano in cerchio e sembrano lodare la Madre di Dio con il loro canto. Sono piccoli segni visibili che servono a tenere viva la nostra fede, come la leggera brezza che spande un intenso profumo di rose sulla folla durante l’Adorazione Eucaristica all’aperto. “Il vento è il mio segno. Quando il vento soffia sappiate che io sono con voi” (messaggio del 15 febbraio 1984). La Madonna fa sentire la sua presenza e ci invita ad adorare Suo Figlio. “Confidate in me ed adorate mio Figlio” ha detto, ancora, nel messaggio, e migliaia di persone nella spianata antistante alla Chiesa, pregano, cantano, adorano il Santissimo che viene innalzato dal Sacerdote. La voce che guida l’Adorazione Eucaristica, alla fine congeda la folla invitandoci a portare la luce di Medjugorje ovunque ci rechiamo. E’ l’ultima sera, i quattro giorni di pellegrinaggio sono volati. Partiamo con un enorme carico di emozioni e sentimenti, con la sofferenza di staccarci da questo luogo benedetto per tornare al nostro tram-tram quotidiano ma anche con la responsabilità di essere testimoni di ciò che abbiamo visto e vissuto. La Madonna non ci chiede cose grandi, ma di seguire il Vangelo, vivere i messaggi ed essere esempi di veri cristiani, “luce” e segno di conversione per i nostri familiari, amici e vicini…Durante la permanenza a Medjugorje, e le varie salite ai due monti, la meraviglia è stata vedere persone (del nostro gruppo) che si pensava in cuor nostro che vista l’asperità del terreno forse non avrebbero compiuto il percorso, niente di più sbagliato, fatto tutto il percorso con l’aiuto della Madonna e recitando la via Crucis, si è riusciti a salire, al ritorno in albergo nessuno di noi accusava la stanchezza. Altra cosa toccante la vista a Mostar la città che è stata duramente provata dalla guerra per cui ancora vi sono visibili i segni dei colpi di mortaio di fucile, ogni angolo che era un pezzo di verde si è trasformato in un cimitero, per cui nei attraversiamo moltissimi. Il giorno più emozionante è stato l’incontro con una delle veggenti, la serenità d’animo e quello che ci raccontava alla folla che era numerosissima (circa tremila persone) per lo più Italiani, la veggente parlava un italiano apprezzabile, mentre accanto c’era il traduttore nella lingua locale. Quello che ci è stato racconto e le varie emozioni suscitate in ognuno di noi son indescrivibili e personali.Al ritorno sulla nave ognuno di noi scambia il proprio parere con gli altri componenti il gruppo, la convinzione che tutti abbiamo che bisogna ritornare a Medjugorje, forti anche di questa esperienza, ci si lascia con il pensiero costante a tutto quello che abbiamo provato, e vissuto nel periodo del pellegrinaggio, e alla preparazione.Premesso che il pellegrinaggio è stato organizzato dal gruppo di Preghiera Sacro cuore di Gesù.Con sede in Taurianova presso la parrocchia Santi Apostoli Pietro e Paolo, di concerto con il nostro assistente spirituale Don Domenico Giuseppe De Raco. Franco De Masi

Madonna di Medjugorje

I veggenti



Comunità Jatrinoli