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Novità

«Per me la via è Cristo, quindi l'assunzione di responsabilità nella via del Vangelo. Non nella via dell'odio, ma dell'amore. Non nella via delle ingiustizie e della corruzione, ma dell'onestà e della bontà. La vita è insieme di valori assunti responsabilmente. Con questi valori il percorso terreno dell'uomo cambia e si rinnova»: sono i pensieri sintetici, limpidi e confortanti di un uomo di Chiesa, un religioso la cui missione testimonia che il miracolo attecchisce laddove c'è un cuore pronto ad accoglierlo... Parliamo di Stefano De Fiores, teologo calabrese ritenuto (assieme allo scomparso padre Gabriele Maria Roschìni) tra i maggiori studiosi e interpreti di "Mariologia" sulla scena mondiale. La sua vocazio-ne si svela chiara e incontrovertibile già nel 1946, quando Stefano ha soli 13 anni, giovane e fervente chierichetto a Polsi (Rc) animato da un profondo anelito devozionale. È proprio in occasione della Festa della Madonna di Polsi che padre Vittorio, missionario Confortano, giunge a San Luca (paese natale di De Fiores) dove rimane sorpreso dalla religiosità intima e tenace del ragazzo, che non può andar perduta...L'evangelizzatore propone a Stefano di diventare missionario della Madonna.La risposta è un immediato sì ad un destino che chiama... Sostenuto dalla madre, consapevole della forte vocazione, Stefano parte alla volta di Redona di Bergamo, per entrare nell'Ordine dei Monfortani. Dopo sei anni, la sua "carriera" religiosa è già ben avviata.A Loreto conclude il ciclo dì studi umanìstici, filosofici e teologici ancora presso i Monfortani, ed è consacrato sacerdote. Consegue la Licenza in Teologia alla Pontificia Università Lateranense e il Dottorato in Teologia spirituale alla Gregoriana con una superba tesi sull'itinerario spirituale di S. Luigi Maria di Monfort, lavoro poi pubblicato dalla Univer-sity of Dayton in Marian Library Studies. Da allora, il suo impegno professionale e culturale è una continua ascesa, con la ricchissima produzione di volumi (36) e saggi (più di 180) che gli valgono diversi riconoscimenti (tra gli al-tri, Medaglia della Marina Library of Dayton nel 1983, Premio Laurentin "Pro Andila Domini" nel 1990; Anassilaos di Reggio C. del '98) e la docenza di "Mariologia sistematica" alla Pontificia Università Gregoriana oltre, come detto, l'universale riconoscimento di "numero uno" della Mariologia in Italia e nel mondo. Per quanto l'esperienza l'abbia messo in contatto con persone e tradizioni di ogni parte (alla Gregoriana c'è un ambiente internazionale, solo il 10 per cento degli studenti è italiano), non ha mai reciso il legame con la sua regione d'origine, l'amata Calabria. Un sentimento, un'appartenenza, un patrimonio di "virtù" che traspaiono e fanno capolino in ogni suo discorso, e ch'egli stesso indica come effettiva scaturigine del suo buonsenso e del suo attaccamento a valori che, ahinoi, ap-paiono oggi un tantino desueti, dimenticati: "a cominciare - spiega - dalla consapevolezza che la vita è una scelta, una presa di po-sizione personale". 11 suo è un attaccamento che muove in d ne direzioni; quella religiosa, che si rifa appunto a sentimenti profondi, ancestrali, come il rispetto della vita, della libertà, il valore della responsabilità, l'amore verso l'altro. E quella culturale, che lo ha jvisto e lo vede sempre in prima linea, a partire dal ritrovamento '"sua sponte" della "platea" del1604 dell'Abbazia di Polsi e del "Fondo Gerace" (una scoperta che Maria Mariotti ha definito: "una pacifica bomba atomica nel grigiore dei nostri archivi"). Quindi della serie di 17 lettere inedite del gesuita Beato Camillo Costanzo di Bovalino. Dei 57 volumi manoscritti del Cinquecento e Settecento e delle 2.024 lettere inedite indirizzate al vescovo di Tufo nel 1746-48 ritrovati nell'Archivio di Stato di Ascoli Piceno. Attività, quest'ultima, per la quale De Fiores è stato insignito quale socio benemerito della Deputazione di Storia patria per la Calabria. La sua regione resta comunque per lui - spiega commosso -:«una terra che ha bisogno del rinnovamento generale delle istituzioni: Stato, famiglia, scuola. In grado di richiamare i veri valori: il ritorno a Gesù Cristo, al Vangelo e alle radici di quella cultura calabrese che ha amorevolmente adottato Maria, e che a sua volta è stata adottata da Maria attraverso le tante statue venerate e la presenza che la Vergine ha voluto manifestare nella storia sociale di questa terra». E aggiungerli lavoro da fare è enorme, ci vuole tanto coraggio e l'aiuto di Gesù, indispensabile per andare all'essenza delle cose. Toccare Gesù è infatti toccare l'anima, il cuore della propria cultura». »

Donazione Bernardini

Progetto Restauro Statua di Maria SS. del Carmelo

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

UNA BELLA NOVITA’ PER TAURIANOVA Su iniziativa della nostra Parrocchia guidata da Don Alfonso Franco, dalla Direzione della Scuola Media e da validissimi maestri professionisti di musica e con il consenso di numerose famiglie della nostra città è nata l’ORCHESTRA GIOVANILE DI FIATI “Don Pietro Franco” . Il complesso musicale è composto esclusivamente da giovani ed ha avuto il suo debutto a Taurianova giorno 25 giugno 2011 nella Chiesa SS. Apostoli Pietro e Paolo alla presenza di un numeroso pubblico, di S.E. il Prefetto di Reggio Calabria, dell’On. Angela Napoli, dal Sindaco di Taurianova e da Autorità Militari. Il Concerto presentato da Mimmo Petullà è stato ripreso, nella sua interezza dall’emittente TV di Reggio Calabria “RTV”. Il complesso è attualmente diretto da Cettina Nicolosi, Stefano Calderone e Angelo Avati. Augurandoci di fare cosa gradita ai nostri visitatori presentiamo l’intero filmato dell’evento suddiviso in 4 parti.





TAURIANOVA -ITALY





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