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Roma

Quando passa il postino e lascia nella buca delle lettere la posta a noi destinata credo che tutti facciamo poca attenzione alla pubblicità o a richieste di vario tipo come quelle di Enti Religiosi che chiedono sostegno per le loro attività. Quasi sempre, questo tipo di corrispondenza, finisce nel cestino dei rifiuti. Questa mattina non è stato così. Tra bollette da pagare o avvisi di scadenze tasse o revisione di autovettura ho trovato una piccola rivista edita dalle Suore Carmelitane di S.Teresa - Piccola casa di S. Giuda Taddeo- Roma:"LA VOCE DI S. GIUDA TADDEO - APOSTOLO" Guardate cosa ho trovato. Sapete dove si trova la Chiesa più antica di Roma ?Ecco per voi tutto l'articolo con alcune immagini. La Chiesa si trova vicino alla Stazione Termini. Se vi trovate nei paraggi fateci un pensierino per visitarla.

La Chiesa più antica di Roma

"Omnium Ecclesiarum Urbis Vetustissima" cioè la più antica di tutte le chiese di Roma. E' questa la definizione che da sempre distingue la Chiesa di Santa Pudenziana, che sorge nell'antica Suburra nel cuore di Roma, e precisamente in quel "Vicus Patricius" che corrisponde all'odierna Via Urbana, presso Santa Maria Maggiore. E' diffìcile provare che quella definizione corrisponda a una verità storica. E' peraltro certo, come vedremo, che la chiesa sorge nel luogo in cui era la casa abitata dal Senatore romano Pudente e dalla sua famiglia, di cui facevano parte i figli Pudenziana, Prassede e Timoteo. Tutti si convertirono alla nuova fede nei primi decenni del cristianesimo e la loro abitazione divenne un luogo di incontro e di preghiera dei fedeli in clandestinità. L'importanza di quella casa è legata alla tradizione secondo la quale, intorno all'anno 50 d.c. in essa furono ospitati gli apostoli Pietro e Paolo, i quali avrebbero battezzato i figli di Pudente. In particolare San Pietro avrebbe dimorato alcuni anni in quel luogo ed avrebbe più volte celebrato la messa e predicato la nuova fede. A questo riguardo il famoso studioso Cesare Baronie nel Martirologio Romano del 1586, afferma che lì " per la prima volta il Vangelo di Cristo, pronunziato da Pietro, fu reso noto ai romani". Va anche ricordato, a questo proposito, che all'interno dell'attuale altare della Chiesa, costituito da un antico sarcofago, è contenuta una tavola di legno che San Pietro avrebbe utilizzata come altare per celebrare la Messa. Nella sua "Effemeride Vaticana" del 1687 Carlo Bartolomeo Piazza ricorda anche che, secondo il Mombrizio, il senatore Pudente avrebbe fatto allestire e donato all'Apostolo la famosa cattedra lignea dalla quale San Pietro rivolgeva le sue prediche ai fedeli. Sarebbe la stessa cattedra che oggi è conservata nella Basilica Vaticana, all'interno della bellissima struttura realizzata dal Bernini e nota appunto come la "Cattedra di San Pietro". A conferma di quanto sopra detto, va ricordato che San Paolo, nelle sue epistole, parla tra l'altro del senatore Pudente come persona da lui conosciuta.Il primo passo verso la trasformazione della casa in luogo ufficiale di culto avvenne, come riferito dal De Rossi e da altre fonti, durante il Pontificato di S.Pio I (140 — 155). Egli infatti, aderendo al desiderio dei figli di Pudente, avrebbe creato in quel luogo un fonte battesimale, attribuendo all'edificio laqualifica di "Titulus". Con questo termine la Chiesa dei primi tempi conferiva a qualunque dimora privata o altro luogo divenuto centro di culto una veste ufficiale e lo riconosceva come sede della vita religiosa e amministrativa della Comunità Cristiana ancora nella clandestinità. In sostanza i "Tituli" furono i precursori di quelle che poi furono e sono le Chiese, le quali vennero in seguito edificate sopra di essi, come nel caso di S.Pudenziana. Nel periodo compreso tra il III e IV secolo sorsero a Roma 25 Tituli ed il loro numero rimase invariato fino a quando i cristiani ebbero la libertà di culto. Essi recavano di solito il nome del proprietario della casa in cui avevano sede e così nel nostro caso essa divenne il "Titulus Pudentis". La prima prova storica della sua esistenza è costituita da una iscrizione tombale dell'anno 384 nella quale è ricordato un "Leopardus lector de Pudentiana".Allo stesso periodo — come risulta da altre iscrizioni — risalgono i lavori per la trasformazione in chiesa dell'edificio. In particolare essi furono eseguiti sotto il Pontificato di Siricio (384 - 399) e di Innocenze I (401 - 417). All'epoca del primo di questi due Papi risale certamente la più bella opera contenuta nella chiesa attuale: lo splendido mosaico dell'abside, che è di gran lunga il più antico a noi pervenuto tra tutti quelli che ornano le chiese di Roma. Esso raffigura il Cristo Imperator seduto in trono tra due figure femminili (forse Pudenziana e Prassede) e gli apostoli. Sul libro aperto che Cristo tiene tra le mani figura la scritta "Dominus conservator Ecclesiae Pudentianae". La Chiesa si trova oggi nettamente al di sotto del livello stradale e ciò a causa dei mutamenti urbanistici dell'intera zona nel corso dei secoli. Santa Pudenziana ha subito nel tempo numerosi interventi che ne hanno alterato in molti punti l'originaria struttura. Papa Adriano I (772 — 795) la fece ricostruire completamente mentre Gregorio VII (1073 — 1085) eseguì modifiche varie e fece erigere la torre medioevale e gli edifìci adiacenti. Molto più rilevanti i mutamenti effettuati sotto il Pontificato di Sisto V (1585 - 1590). Il Cardinale Caetani, che si avvalse dell'Opera di Francesco da Volterra, fece realizzare la cupola, affrescata dal Pomarancio nonché la nuova volta della Chiesa. L'intervento più importante di questo periodo fu però la trasformazione del Sacello di S.Pastore,nella navata sinistra, nella Cappella della Famiglia Caetani che fu terminata da Carlo Maderno. La fama di questa Cappella con il tempo è in parte svanita, ma all'atto della sua realizzazione essa fu considerata per la sua magnificenza "più sepolcro di imperatore che di cardinale" con riferimento al Cardinale Caetani che vi fu sepolto. Sull'altare si trova una bellissima pala marmorea raffigurante l'adorazione dei Magi e, sullo sfondo, la battaglia di Lepanto con la nave "Grifona" che partecipò con la flotta pontificia alla battaglia stessa sotto il comando di Onorato Caetani, sepolto presso la Cappella. Gli ultimi interventi, risalenti al 1870, furono eseguiti dal Cardinale Luciano Bonaparte e portarono al rifacimento della facciata ed alla costruzione della monumentale scala di accesso alla chiesa, necessaria per il dislivello che - come detto — si era creato rispetto al piano stradale. Non c'è dubbio che tutti i citati lavori eseguiti nel corso di diversi secoli, abbiano notevolmente alterato le primitive caratteristiche della Chiesa. Chi, ad esempio, vedendo l'anonima facciata ottocentesca, potrebbe immaginare che dietro ad essa si trova la più antica chiesa di Roma? In qualche occasione , inoltre, gli interventi hanno provocato dei veri e propri danni: il più grave è certamente quello causato durante i lavori dell'ultima parte del secolo XVI. In quell'occasione, infatti, per realizzare la cupola, fu mutilato il bellissino mosaico dell'abside, già citato, che Poussin considerava non solo il più antico ma anche il più bello di Roma. Il risultato è che oggi gli apostoli che attorniano Cristo sono solo dieci e non più dodici. Del resto, per avere l'idea di quanto questa Chiesa abbia perduto a seguito di tante modifiche, basta accostarla, mentalmente, a quella (poco distante) dedicata a Prassede, sorella di Pudenziana, e di poco posteriore. Essa è giunta, infatti, a noi quasi intatta ed è tuttora di uno splendore straordinario, che la colloca tra le più belle Chiese di Roma in assoluto. Di essa parleremo in una prossima occasione.Per quanto riguarda l'antichità di S. Pudenziana e la sua origine, è opportuno ricordare che in occasione di scavi esplorativi eseguiti sotto di essa una prima volta alla fine del 1800 e poi negli anni 1928 -30 furono trovati molti elementi confermativi delle tradizioni sopra illustrate. Infatti, emersero resti di una casa romana nonché vasti ambienti appartenenti alle Terme di Nevato, sulle quali anche era noto che era stata costruita la prima chiesa. Ancora più importante è la circostanza che in tale occasione vennero alla luce numerosi mattoni recanti date consolari comprese tra l'anno 127 e il 139; inoltre su molti di essi era inciso il nome di Q. Servilius Pudens, appartenente evidentemente alla famiglia della Santa. Tali scoperte dimostrano che l'attuale chiesa — sia essa o meno la più antica di Roma — sorge veramente nel luogo ove il Senatore Pudente e la sua famiglia costituirono nel primo secolo un centro di culto cristiano. E' interessante a questo punto soffermarsi sulle vicende che hanno portato l'edificio ad avere il nome che tuttora lo distingue. Infatti, è da rammentare che quando il Titulus Pudentis assunse il nome di "Ecclesia Pudentiana", quest'ultima parola era chiaramente un aggettivo perché come il Titulus, anche la Chiesa era identificata col nome del proprietario. Più chiaramente il nome significava la Chiesa di Pudente. Ciò è confermato dalla scritta (sopra ricordata) presente nel mosaico dell'abside, nella quale Cristo è dipinto "Defensor Ecclesiae Pudentianae". Nel corso dei secoli, l'ignoranza popolare portò a mutare l'aggettivo nel nome proprio della Santa e così l'edifìcio venne identificato come "Ecclesia Sanctae Pudentianae". Esso appare per la prima volta in un documento del 745. Sulla vita e sulle circostanze della morte di Santa Pudenziana e di sua sorella Prassede non si sa molto. E' da sempre noto che esse furono dedite al recupero dei corpi di moltissimi martiri, ai quali dettero sepoltura in luoghi che ora si trovano sotto le chiese dedicate a entrambe. Non è certo se le due sante e il loro padre abbiano subito il martirio o siano morti per cause naturali. E' certo invece che l'intera famiglia (e questo rende plausibile l'ipotesi del martirio) fu sepolta nelle catacombe di Priscilla, dalle quali Papa Pasquale I fece trasferire i corpi nella Chiesa dedicata a Santa Prassede; in essa le due sorelle riposano sotto l'altare maggiore. Da ultimo, desidero rammentare che negli anni recenti Santa Pudenziana ha ricevuto nuovo fervore di vita e di attività , da quando essa è divenuta uno dei punti di incontro religioso (e non solo) della numerosissima e devotissima comunità dei cittadini filippini che vivono e lavorano nella nostra città. In tale ambito, le attività pastorali e liturgiche si svolgono nella lingua filippina, in funzione della cappellania cattolica di quella nazione. Per chiudere, ricordo che il Martirologio Romano celebra la memoria di Santa Pudenziana sotto la data del 19 maggio."La voce di S.Giuda Taddeo - Apostolo - Maggio-Ottobre 2011"



Comunità Jatrinoli